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Sito web di poste italiane…

…e’ una vera schifezza, passo un F24 e lo devo riscrivere 4 volte, spesso la sera non funziona, e’ lento come una lumaca, ed e’ fatto in asp (che e’ MALE :-) ).

Io personalmente non ho molti conti correnti, ma mia moglie ha un negozio ed ha 3 conti in tre banche diverse, io ho solo il conto alle poste, l’ho fatto perche’ costa poco, ma questa volta ho trovato proprio qualcosa che vale quel che costa…

Se una banca vera avesse un sito che funziona male cosi’ i suoi correntisti scapperebbero a gambe levate.

…ultimo esempio.

io volevo solo sapere dov’e’ l’ultimo oggetto che ho comprato su ebay….

….sic

14 Comments

  1. k76 says:

    Tempo di attesa terminato vuol dire che t’è arrivato :)
    ti do ragione è uno schifo quel sito

    scommetto che sotto c’è MS SQL server
    doh

  2. Franco says:

    … e, almeno fino a che l’ho usato io, online non si poteva usare di sera! Cioè, come se ci fosse un omino dietro al computer che deve andarsi a casa. L’utilità di internet è proprio l’essere 24h aperto.
    Ciao :-)

  3. Ancora adesso…

    Se compri qualcosa su ebay la notte e vuoi pagare subito con un bonifico non puoi.

    ma dimmi te….

  4. TixXio says:

    Se lo possono permettere perchè sono monopolisti…

  5. Come poste si, ma non come banca….

    Inoltre si sono trovati GRATIS un numero esagerato di sportelli, ci sono posti ameni in Italia dove non ci sono banche ma c’e’ la posta.

  6. La cosa buffa è che dalle 23 e 30 fino alle 6 non si possono fare operazioni: questo mi sembra più grave. Per il sito: hanno un accordo con Microsoft quindi credo sia dovuto anche a questo la scelta dell’ASP.

  7. Anche io ho avuto problemi con poste.it per lo stesso motivo e so che è frustrante.
    Speriamo cambino qualcosa!
    Detto questo, vorrei però farvi notare una cosa e cioè che il sito non è fatto in asp ma con un ben più “cool” (una volta) jsp! errore di battitura? non capisco…
    date un’occhiata a netcraft e ditemi se e come è possibile far girare asp su una macchina SUN.
    http://uptime.netcraft.com/up/graph/?host=www.poste.it
    La finestra di errore dice “il server JAVAPC.POSTE.IT sta impiegando…. etc…” …. se io fossi un amministratore di sistema non darei mai ad una macchina su cui gira IIS il nome di JAVAPC.

    LOL

    mi sfugge qualcosa? svista colossale? aiuto!

  8. No, netcraft e’ famoso per dire, a volte, sfondoni colossali, come quando faceva apparire che microsoft facesse girare i suoi IIS6 su linux, cosa piuttosto improbabile.

    Sono i front-end da internet quelli che appaiono, che proteggono i veri server.

    Che usi asp lo dico io perche’ ho avuto piu’ volte errori che solo asp puo’ dare (li conosco bene), e che usino un ambiente eterogeno e’ normale, direi che e’ composto un po’ da asp, un po’ da java e un po’ da tanta incompetenza…

  9. luigibio says:

    prova fineco, i costi iniziali si riducono a zero utilizzando il conto e funziona benissimo. Se hai un qualunque problema telefoni al call center dove sono molto professionali e risolvono tutto.
    saluti luigibio

  10. lo faro’ appena finisce il finanziamento che ho preso da loro.

    Se non era per quello col piffero che stavo ancora li. :-)

  11. gas says:

    Vado un po controcorrente e spezzo una lancia a favore di “posteitaliane”…è vero che i servizi online non sono il massimo, però per quanto riguarda i costi sono sicuramente più ragionevoli rispetto alle banche…lo dico perchè utilizzo molto la carta postepay legata ad un conto paypal, soprattutto per acquisti su ebay…ecco…la ricarica o la gestione della postepay ha costi dimezzati rispetto ad una normale carta di credito prepagata offerta dalla banca e alla fine i servizi di cui si usufruisce (ovvero quello unico di una carta di credito, cioè pagare!) è identico a quello offerto dalle banche…quindi armiamoci di pazienza e speriamo che migliorino la gestione online!!!

  12. Italymedia.it denuncia il mancato rispetto dei tempi di apertura al pubblico

    Orari selvaggi all’ufficio postale
    Presso la sede di Acilia, al direttore del noto portale d’informazione Antonello De Pierro, nonché voce storica di Radio Roma, viene negato il pagamento di un bollettino, nonostante ne avesse diritto. Necessario l’intervento dei Carabinieri

    Roma. Erano state in numero alquanto significativo le segnalazioni di utenti delle Poste Italiane giunte alle redazioni di Italymedia.it e di Radio Roma, che lamentavano un disservizio piuttosto eclatante presso alcuni uffici della capitale, nel rispetto dell’orario di apertura al pubblico. Iniziavamo ad effettuare dei sopralluoghi a campione in giro per la città, e nella maggior parte delle strutture riscontravamo una situazione impeccabile per la cortesia e la disponibilità usate nei confronti dell’utenza, nonostante la grande mole di lavoro gravante sugli impiegati, e in linea di massima l’assenza di particolari problemi per quanto concerne il rispetto degli obblighi temporali del servizio. Ma tra le segnalazioni campeggiava in maniera insistente l’indicazione di un ufficio in particolare, di quelli cosiddetti centrali, che prevedono, con tanto di cartello affisso all’ingresso, l’apertura al pubblico fino alle ore 19,00, cosa che, come succede in tutti gli esercizi pubblici e privati, concede possibilità di accesso fino a tale ora. Da quanto veniva segnalato, sembrava invece che tale orario fosse presente solo in forma virtuale, ma in realtà anticipato, senza una scadenza temporale certa, a seconda dell’affluenza del pubblico. A quanto pare l’ingresso degli utenti veniva di solito inibito già molti minuti prima del canonico limite fissato alle ore 19,00, in quanto sembra che i poveri impiegati avessero invece a tale ora impellente e inappellabile necessità di chiudere i battenti degli sportelli, senza alcuna possibilità di deroga. Inevitabilmente nella nostra mente si accendeva la spia dell’analisi riflessiva, e il nostro pensiero correva immantinente, come del resto conseguenza logica della nostra linea editoriale, alle cellule più deboli della collettività e al loro disagio derivante dalla sconcertante presunta situazione. Come giannizzeri della giustizia, volti a dare voce a quanti spesso vengono soffocati nella loro naturale espressione dei diritti, immaginando per l’occasione la figura emblematica di un’anziana signora, sola e malata, nonché affaticata sotto il peso inesorabile degli anni, sottoporsi ad un già ingente carico di stress per raggiungere l’ufficio in questione e trovarsi di fronte all’opposizione di un illegittimo diniego alla naturale offerta del servizio, ritenevamo opportuno recarci in loco per accertare e documentare la veridicità delle segnalazioni. L’ufficio in questione era quello centrale di Acilia.
    Ad andare sul posto è il direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, nonché voce storica di Radio Roma e presidente del movimento nazionale “L’Italia dei diritti”. Il noto giornalista giunge nei locali della struttura esattamente alle ore 18,42, e quindi 18 minuti prima dell’orario canonico di chiusura al pubblico, con l’intenzione di effettuare un pagamento tramite bollettino postale. All’ingresso viene fermato da un impiegato, che con grande naturalezza lo avvisa del fatto che l’ufficio è già chiuso, cosa piuttosto singolare e assurda vista l’ora. Ignorando l’azzardato avvertimento si reca comunque presso la macchina erogatrice dei numeri progressivi che regolano l’affluenza agli sportelli, e qui lo attende un’indicibile sorpresa: dalla fessura esce un biglietto con la scritta “IL SERVIZIO NON E’ ATTIVO”. Ma la cosa fondamentale è che trovano riscontro tutte le lamentele accolte, e queste si posano saldamente su una granitica piattaforma di verità, tanto da poterle diffondere con la voce pacata ma intensa e rabbiosa di chi è stanco di dover perpetuamente lottare sul terreno sociale per ottenere il rispetto dei propri diritti, che dovrebbero invece automaticamente essere ottenuti con la naturalezza dell’inevitabile, tanto che spesso quando ciò avviene ci compiacciamo e meravigliamo, scambiando inconsciamente per un’eccezione quella che dovrebbe essere la regola. L’irremovibile reporter, noto soprattutto per le sue battaglie in tema di diritti sociali, non si scompone e decide ugualmente di attendere il suo turno. Alle 19 e 2 minuti circa raggiunge lo sportello per effettuare l’operazione, come è suo imprescindibile diritto, ma si imbatte nel rifiuto dell’impiegata che gli contesta il fatto di non essere in possesso del numero progressivo: “Educatamente le feci notare che avevo varcato l’ingresso in orario abbondantemente regolare, ma non volle sentire ragioni sostenendo con decisione che doveva chiudere lo sportello alle 19,00 in punto; le spiegai che avrebbe potuto incorrere nel reato penale di interruzione di servizio pubblico, ma quando mi rispose che lei non svolgeva un servizio pubblico, bensì privato, rimasi esterrefatto e ritenni evidente di non poter proseguire oltre. Mi venne in mente in associazione il parallelo calzante di un autista di un autobus adibito a pubblico servizio, che termina il suo turno di lavoro alle ore 19,00, ma trovandosi ancora a qualche chilometro dal capolinea, decide di abbandonare la vettura e andarsene a casa. Una cosa assurda”. De Pierro pensa quindi di rivolgersi ad un responsabile e chiede del direttore dell’ufficio. Dopo qualche ricerca in giro per i locali che frattanto si sono svuotati del pubblico, si imbatte in una donna che risulterà poi essere la vicedirettrice, che invece di accogliere o almeno ascoltare le sue ragioni lo minaccia che se non sparisce chiamerà i Carabinieri. E’ allora che l’incredulo giornalista le risparmia la fatica e compone sul suo cellulare il numero 112. I militari della vicina Stazione di Acilia giungono in poco tempo e cercano di convincerlo a desistere, ma egli non molla: vuole pagare il bollettino, anche se sa che ormai è impossibile. I terminali sono stati tutti spenti. Il suo diritto è stato violato, l’interruzione del servizio pubblico si è consumata, lasciando dietro di sé i suoi danni. Agli encomiabili carabinieri non resta ormai che constatare quanto è successo, l’impiegato alla porta conferma che il direttore di Italymedia.it è entrato prima delle ore 19,00, mancano solo gli atti da redigere per l’Autorità Giudiziaria. Frattanto i fotografi immortalano e illuminano con i flash a raffica il volto stanco ed emaciato di De Pierro, sono quasi le 21,30, la sua lotta di oggi servirà a salvaguardare i diritti di altri domani, mentre emerge anche un altro fatto inquietante: se il servizio degli impiegati termina oltre le 19,30, questi non hanno diritto ad essere retribuiti per il periodo di lavoro straordinario. Lo scontento dei dipendenti nei confronti dell’azienda si abbatte contro l’utenza esasperata. Lavoratori contro cittadini, la guerra dei poveri. I generali restano in torretta a guardare. De Pierro ne parlerà sulle frequenze di Radio Roma, ma nessuno dei vertici dell’azienda è disponibile ad intervenire, nemmeno telefonicamente, ed anche per Italymedia.it si attende una nota, che non arriverà mai. Ciliegina sulla torta, giunge il direttore dell’ufficio di Acilia in tenuta molto casalinga, urla contro tutti, è alterato all’ennesima potenza , non capiamo perché, se non fa rispettare gli orari ai suoi subalterni. Le sue grida fendono l’aria dove la tensione si taglia a fette, i carabinieri, ancora impeccabili, lo calmano. Ormai si può chiudere l’ufficio. Tutti a casa. Scatta la denuncia. Si chiude anche un’altra pagina nera nel libro dei diritti negati, ai cittadini e ai lavoratori, e purtroppo non sarà l’ultima nelle storture croniche della triste realtà italica dei poteri forti, dove il cittadino comune purtroppo soccombe quotidianamente sotto i macigni dell’arroganza.

  13. AlexP says:

    MAL SERVITO E ANCHE DENUNCIATO PENALMENTE PER “aver offeso l’onore ed il decoro della signora NN e per diffamazione a mezzo stampa (per aver compilato un form di reclamo on-line predisposto appositamente dalle Poste Italiane)”
    E’ realmente accaduto Agosto 2006. E’ accaduto a me.
    Dipendenti di Poste italiane MALE EDUCATI e anche MALE GESTITI dai direttori di filiale e dall’Ufficio Personale di Roma che NON FA NIENTE PER MIGLIORARE IL SERVIZIO e la Cortesia verso i Clienti che oltre ad essere molto pazienti (ma ora basta) anche PAGANO per essere presi in giro.
    SENTITE QUESTA: Realmente accaduto a me presso l’Ufficio Postale di Tolmezzo (UD)
    “HO CHIESTO INFORMAZIONI PER UN SOPPRUSO SUBITO, E OLTRE CHE ESSERE TRATTATO A PESCI IN FACCIA MI HA ANCHE DENUNCIATO PENALMENTE” Questa è solo la mia versione e siete liberi di pensare/crederci. Io vi assicuro, sulla mia parola che è andata proprio così.
    PER AVER CHIESTO INFORMAZIONI QUESTO è POI IL RECLAMO CHE HO INVIATO:
    Reclamo contro la Signora TALE “NN” dipendente del Vs. ufficio pptt DI Tolmezzo (UD).
    In data odierna (un giorno del mese di Agosto 2006) mi sono recato presso l’ufficio postale di Tolmezzo, ho preso il ticket per lo sportello conti correnti e mi sono messo pazientemente in fila, pur non avendo nessuno davanti a me a questo sportello. La signora allo sportello, mi dice che purtroppo il suo terminale era bloccato su un’operazione precedente e che potevo rivolgermi allo sportello servizi corrispondenza servito dalla signora TALE “NN”.
    In questo momento, mentre mi accingevo ad avvicinarmi allo sportello servizi corrispondenza una persona che era appena entrata negli uffici è stata invitata dalla signora allo sportello corrispondenza ad avvicinarsi per le sue richieste (senza prima prendere il ticket) ed a questa persona la signora NON ha chiesto se avesse prima preso il ticket e NON ha nemmeno verificato se effettivamente fosse il suo turno…(La signora “NN” secondo la procedura delle poste doveva invece indicare alla persona appena entrata di ritirare il Ticket presso il distributore biglietti). Fin qui tutto bene, ho pazientemente atteso che la persona allo sportello terminasse il suo servizio e poi mi sono avvicinato allo sportello corrispondenza… Chiedo alla signora di effettuare dei pagamenti con CCP e questa mi chiede se avevo preso il biglietto… Io rispondo cortesemente di si, che avevo preso il ticket per i servizi di conto corrente ma che la sua collega mi aveva altrettanto cortesemente pregato di passare allo sportello corrispondenza. Poi, però… MI SONO PERMESSO DI CHIEDERE ALLA SIGNORA DELLO SPORTELLO perchè a me avesse chiesto se avevo preso il biglietto mentre alla persona servita prima di me (entrata dopo di me e che NON aveva preso il biglietto) NON avesse fatto questa domanda e NON avesse verificato l’effettiva precedenza sulle persone già presenti in agenzia…. tra l’altro non aveva fatto scattare il display sul prossimo numero ne prima di servire la persona entrata dopo di me in agenzia e nemmeno prima di servire me.
    A questa domanda ed alle mie ulteriori richieste di spiegazioni mi sento rispondere ripetutamente con le parole “BASTA” “ADESSO BASTA” “LA SMETTA” e non ho comunque ottenuto soddisfazione di una valida e corretta risposta sulla procedura adottata dalla signora allo sportello.
    TUTTO QUESTO NON E’ TOLLERABILE. RITENGO CHE CERTE PERSONE, CHE EVIDENTEMENTE NON HANNO VOGLIA DI LAVORARE SAREBBE MEGLIO CHE STESSERO A CASA. RIPETO, MI HA EFFETTIVAMENTE MANCATO DI RISPETTO. NON MI HA TRATTATO DA CLIENTE QUALE ERO IN QUEL MOMENTO, E SONO STATO EDUCATO! STAVO SEMPLICEMENTE VERIFICANDO IL PERCHE’ DI UN SUO COMPORTAMENTO. NON HO OTTENUTO RISPOSTA DALLA SIGNORA MALEDUCATA E POCO PROPENSA A DIALOGARE CORRETTAMENTE CON UN CLIENTE.
    MA CHI SI CREDE DI ESSERE?
    CREDE CHE NON SIANO DOVUTE SPIEGAZIONI AL CLIENTE?
    DOBBIAMO SUBIRE IN SILENZIO, PUR PAGANDO?
    SONO ANCORA IN ATTESA DI FORMALI SCUSE DA PARTE DELLE POSTE E DELLE SCUSE FORMALI DALLA SIGNORA TALE NN (non nominabile)”.
    Intento questa mi ha denunciato PENALMENTE e sono tuttora indagato, passibile di processo e pure di condanna.
    SPERO DAVVERO CHE LE POSTE PRENDANO PROVVEDIMENTI VERSO QUESTA PERSONA E TUTTI QUEI DIPENDENTI CHE LAVORANO MAL VOLENTIERI ALLO SPORTELLO MALTRATTANDO PENSIONATI, CLIENTI GIOVANI E MENO GIOVANI RENDONO VANO OGNI TENTATIVO DI MIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO DA PARTE DELLE POSTE ITALIANE…

  14. Sharol says:

    Buongiorno care poste italiane, non vi si chiede, molto ma almeno adempiere al vostro mestiere è d’obbligo!!!! Quasi un mese fa, ho spedito un bellissimo pacco pieno di giocattoli che i miei cuginetti aspettavano tanto e proprio oggi come sorpresa mi arrivato a casa un corriere con il pacco che avevo spedito quasi un mese fa, completamente distrutto, in più ho dovuto pagare di nuovo la cifra di 9,10 euro per ritararlo, dopo aver già pagato ben 20 euro per spedirlo (visto che non sono una cittadina con i soldi per me sono importanti anche 50 centesimi). Nel momento in cui entrata in casa apro il pacco mi trovo pure un’altra sorpresa, visto che nelle poste italiane lavorano solo persone civili ed educate mancava addirittura un gioco, precisamente una palla di winni the pooh… ora io mi chiedo come facciamo bene ancora a fidarci di voi!!!! Il vostro unico lavoro è di ritirare e spedire lettere pacchi eccetera, se non lo sapete fare lasciate il posto a gente più seria competente e che ha più bisogno di voi. Grazie per l’attenzione

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