6 agosto 1945 – Hiroshima

La mattina del 6 agosto 1945, l’Aeronautica militare statunitense lanciò la bomba atomica “Little Boy” sulla città giapponese di Hiroshima, seguita, tre giorni dopo, dal lancio dell’ordigno “Fat Man” su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100.000 a 200.000, la maggior parte delle quali civili.

Per la gravità dei danni diretti ed indiretti, e del fatto che si è trattato del primo utilizzo in guerra di tale arma, l’attacco atomico viene considerato fra gli episodi bellici più significativi dell’intera storia dell’umanità.

Il ruolo dei bombardamenti nella resa dell’Impero giapponese, così come gli effetti e le giustificazioni, sono stati oggetto di innumerevoli dibattiti. Negli Stati Uniti prevale la convinzione che i bombardamenti atomici siano serviti ad accorciare la Seconda guerra mondiale di parecchi mesi, ed abbiano inoltre salvato la vita a milioni di soldati (sia alleati sia giapponesi) e di civili, che sicuramente sarebbero morti nella prevista invasione del Giappone per via degli scontri armati sul suolo e dei bombardamenti a tappeto. In Giappone, l’opinione pubblica, invece, tende a sostenere che i bombardamenti siano crimini di guerra serviti ad accelerare il processo di resa del governo militare giapponese. Universalmente condivisa è comunque la presa di coscienza della gravità dell’evento, che non è più stato replicato.

Fonte e altre info WikiPedia.

Per non dimenticare tutti i morti inutili di tutte le guerre inutili.

3 Comments

  1. shark says:

    Grazie per avermelo fatto ricordare.

    Purtroppo quello e’ stato solo un evento. Il mondo di oggi ne e’ pieno di morti inutili, e mi dispiace veramente dimenticare di ricordare (scusate il gioco di parole).

  2. vallum6 says:

    “Universalmente condivisa è comunque la presa di coscienza della gravità dell’evento, che non è più stato replicato”… purtroppo non è esattamente così. Sono state prodotte micro bombe atomiche che, una volta sganciate, hanno effetti devastanti su aree di terreno molto piccole; talmente piccole da passare inosservate all’opinione pubblica internazionale, ma con effetti terribili sulla popolazione civile. Ordigni di questo tipo sono stati usati, nel silenzio generale (a parte qualche giornalista di RaiNews24), sia in Iraq che in Libano durante l’ultimo attacco israeliano. In Libano, bisognava stanare un gruppo di guerriglieri Hezbollah (per i quali non nutro alcuna simpatia politica) arroccati in un quartiere di civile abitazione; l’ordigno ha ridotto in cenere una intera zona della cittadina, lasciando a terra i residui radioattivi tipici di una esplosione atomica. Le armi atomiche purtroppo vengono usate, ma sono diventate invisibili…