Ho perso la password dell’admin di un database di visual sourcesafe 6.0
…o meglio, chi lo ha creato a suo tempo, prima che io ereditassi la gestione del servizio, non l’ha scritta nel file delle password dei vari (una 30nia) database.
Di crackare la password non ho nè voglia nè tempo, ma c’è un trucco per aggirare il problema:
1) si crea un’utenza locale chiamata “admin” con password nota, non importa che sia un amminsitratore, anche un utente di livello “garzone” và bene
2) ci si logga con la suddetta utenza
3) si lancia il “Visual SourceSafe 6.0 Admin” e ci troveremo catapultati dentro il gestore dell’ultimo db selezionato db proprio come “admin” senza che la password venga richiesta e possiamo operare liberamente, nel mio caso avevo da creare una nuova utenza.
Non si può modificare la password dell’admin in VSS perchè chiede la vecchia che comunque rimane sconosciuta, ma possiamo lavorare tranquillamente.
Questo perchè chi ha scritto il gestore del VSS non ha previsto il controllo della password dell’utente se l’utente è loggato nel pc con lo stesso nome.
Mi domando io: è un bug o una feature ?
Nel vshpere clinet abilitare la modalità promiscua delle schede di rete, che è una cosa che, nonostante riguardi le scehde dei computer, mi ha sempra saputo di roba sessuale
Grazie ai signori di Adobe che hanno chiuso il supporto a linux 64bit per il loro schifosissimo, ma ormai standard de facto, prodotto, è possibile utilizzare il player a 32 bit con l’emulatore anche sulla mia Squeeze 64 bit.
A volte uso TeamViewer per arrivare a macchine remote per fare teleassistenza, non lo uso spesso, perchè non mi piace la loro politica di licenza, pur gratuita, ma è comodo per utenti particolarmente impacciati.
Se restano appese delle sessioni di remote desktop su windows server e non si riesce più a collegarsi si deve andare o sulla console o da un pc nello stesso dominio della macchina iraggiungibile e fare una query delle sessioni attualmente in uso:
Inserire delle informazioni in una fotografia è un modo per nascondere dati e farli viaggiare sotto il naso di tutti senza dare nell’occhio.