Il burrascoso rapporto tra gli utenti e le password
Mi permetto di postare un paio di articoli passati sulla bacheca Italian Security Professional di LinkedIn
A mio parere queste poche riche dovrebbero far riflettere un attimo sulla metalità dell’utonto utente medio che, seppur cosciente dei problemi di sicurezza presenti in rete, se ne frega bellamente dei consigli di esperti e continua pigramente ad usare le stesse due o tre password (forti quanto ?) per accedere alle moltitudini di servizi online che crescono giorno per giorno.
…che tristezza.
Rapporto tra utenti e password negli Stati Uniti
Gli utenti della rete affermano di essere preoccupati dai crescenti problemi ed incidenti di sicurezza che vengono segnalati ogni giorno in Internet ma solo in pochi sarebbero disposti a sacrificare le proprie abitudini, anche se oggettivamente sbagliate, in favore di una maggiore salvaguardia dei dati personali. A dispetto dell’aumento del numero degli attacchi e delle frodi informatiche, gli utenti continuano a memorizzare e-mail di lavoro ed informazioni di natura sensibile all’interno di server di cui non conoscono la collocazione fisica e persistono in politiche di gestione delle password poco idonee a garantire livelli accettabili di security, preferendo piuttosto rimanere ancorati nelle proprie convinzioni invece di esplorare nuovi modelli di sicurezza. E’ quanto dichiarano i ricercatori Gartner, forti di uno studio condotto lo scorso settembre intervistando circa 4000 utenti statunitensi, studio promosso nel tentativo di accertare i comportamenti assunti dai navigatori in fase di autenticazione ai servizi online. I riscontri emersi dal sondaggio sono completamente sovrapponibili rispetto a quelli degli anni passati, un risultato che non può non allarmare gli esperti. Due terzi del campione sondato ammette infatti di utilizzare sempre le stesse password (solitamente una o due al massimo) per accedere ai siti web che richiedono di completare il processo di autenticazione ma ancora più allarmante è il fatto che la maggior parte non ravvisa nessun pericolo in questa condotta e dichiara di voler continuare a perseguirla.
Rapporto tra utenti e password in Europa
I precedenti riscontri relativi agli Stati Uniti collimano perfettamente con le ricerche condotte nel vecchio continente. Qui si stima che in media il 50% degli utenti utilizzi abitualmente la stessa parola d’accesso. Il navigatore medio sottoscrive sempre più servizi in Internet tanto da arrivare al punto da non riuscire a gestire tutti gli account creati. Il 41% dichiara di fornire le proprie credenziali di autenticazione almeno una volta al giorno, mentre il 20% afferma di avere bisogno delle proprie password dalle dieci alle trenta volte al giorno. Il 16% la cambia una sola volta e solo l’11% la modifica tre volte all’anno. Inoltre il suggerimento degli esperti di utilizzare password più lunghe e complesse sembra non trovare accoglimento. Quasi un terzo degli utenti dichiara di utilizzare ancora password di appena sei caratteri ed almeno un quarto fa uso unicamente di numeri e lettere, senza cioè l’ausilio di caratteri speciali. La motivazione fornita per spiegare questa cattiva abitudine è semplice quanto disarmante: molti utenti entrano in confusione quando si tratta di scegliere quale password utilizzare ed alla fine la maggior parte propende verso una parola d’accesso banale. A causa di ciò in Europa un navigatore della rete su quattro rischia di cadere vittima di una truffa o del furto di identità online.
Di solito la gente mi guarda strano, per via di un certo tocco magico che ho nell’indovinare le password altrui con pochi tentativi.


Banca Fideuram, costola di San Paolo, e’ stata inserita nel database mondiale degli spammer SPAMHAUS per una vulnerabilita’ inclusa in una delle sue pagine web. Qui potete leggere la pagina di Spamhaus dove si notifica il fatto:
E’ risaputo che negli ultimi tempi la potenza di elaborazione pura raggiunta dalle schede video di punta e’ esagerata, quindi i signori di